Pro Natura

Isola di Capri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

associazione naturalistica ambientalista e culturale   

 

 

Grotta Azzurra

 

 

imbarco alla Grotta (Lehnert & Landrock)

 

 

Parliamo della barriera frangionde alla Grotta Azzurra

 

Si tratta di una vecchia idea dei battellieri che portano i turisti nella Grotta, che non avevano finora messo in pratica a causa dell’iter burocratico piuttosto complesso.

 

Abbiamo dato il nostro appoggio dopo aver valutato i possibili pro e contro, e ci siamo resi conto che in  questo modo potevamo difendere una attività turistica antica e pulita dal recente “cattivo turismo” caprese. Mentre i dati sull’afflusso giornaliero di turisti sono in elevata costante crescita, il numero di visitatori della Grotta Azzurra è diminuito negli ultimi anni. Questo è segno di una preoccupante evoluzione del nostro turismo: mentre nel passato il turismo pendolare quotidiano era costituito da gruppi organizzati che pernottavano a Sorrento e venivano a Capri per l’intera giornata, visita alla Grotta Azzurra compresa, oggi esso è costituito in gran parte dal turismo crocieristico alimentato dalle navi che fanno scalo a Napoli. Tale gestione dei flussi turistici, caratterizzato dalla vendita della “escursione”, produce sbarchi di due o tre ore al massimo, che portano intasamenti e disagi al nostro sistema di trasporti e sulle nostre strade e che, per ovvi motivi di tempo, non prevedono la visita alla Grotta.

 

La barriera non è “Capriland”, in realtà è esattamente l’opposto: la visita alla Grotta Azzurra  avviene con le stesse modalità, gli stessi tempi e gli stessi strumenti di quasi duecento anni fa: stesse barche, costruite su misura, stessa catena inchiodata sulla roccia alla quale i marinai si aggrappano per prendere l’abbrivio per entrare senza usare i remi. Questo è ciò che abbiamo voluto difendere, Capriland è fuori, sono i sempre più numerosi e potenti motoscafi da diporto che sfrecciano a poche decine di metri dalla costa guidati da persone le cui possibilità economiche e la cui arroganza sono pari alla mancanza di qualità marinaresche. Il moto ondoso della loro scia produce frequenti improvvise intermittenti chiusure del piccolo ingresso della Grotta e rende assai pericolose le operazioni di entrata e di uscita ed il trasbordo dei visitatori dalle grandi lance alle piccole barche in grado di entrare nella grotta. La gran parte dei turisti non ha dimestichezza con i rapidi mutamenti della staticità di una barchetta e negli ultimi anni è cresciuto considerevolmente il numero di coloro che hanno dovuto far ricorso a cure ospedaliere. Né si contano, e questo è il meno, le fotocamere e le cineprese perdute in mare a causa delle onde improvvise.

 

La barriera frangionde potrà difendere da tutto questo. Potrà anche contribuire a contenere il calo del numero dei visitatori annui, consentendo l’apertura della Grotta anche nei giorni in cui il moto ondoso è abbastanza modesto da poter essere smorzato dalla barriera.

 

La visita alla grotta Azzurra è forse l’unica attività turistica caprese che non danneggia l’isola né sul piano ambientale né in altri. Si entra e si esce. Non ci risulta che i grandi capolavori che si trovano nei musei di tutto il mondo siano “sfruttati” o “danneggiati” o “oggetto di speculazione” se il numero dei visitatori è elevato. Il paragone non è casuale: la Grotta Azzurra è un monumento nazionale sotto la competenza della Soprintendenza, per entrare si paga un biglietto uguale a quello degli altri musei italiani e l’incasso viene ripartito fra la Soprintendenza e i due comuni di Capri ed Anacapri.

 

Noi pensiamo che chi dice sempre no, magari perché così è sicuro di non sbagliare, sia un cattivo ambientalista, e che esiste sempre, e va ricercato, un equilibrio fra le necessità dell’uomo e la tutela dell’ambiente che lo circonda e del quale anche l’uomo fa parte. Abbiamo pensato che dando il nostro appoggio avremmo potuto contribuire alla ricerca di questo punto di equilibrio.

 

Abbiamo contattato la capitaneria di Porto di Capri, che subito ha approvato l’idea,  e poi i numerosi ed esperti divers capresi, fra i quali appassionati naturalisti, per conoscere le caratteristiche di correnti, luminosità, fondali e quant’altro della  zona, che ha una profondità media di circa 50 metri e presenta correnti leggere ad oltre 20 metri di profondità, e dove la turbolenza e l’opacità dell’acqua in prossimità della superficie sono prevalentemente causate, oltre che dai materiali galleggianti trasportati dal vento, dagli scarichi delle grandi lance che aspettano nella zona in attesa dei trasbordi, senza determinare problemi di luminosità alla grotta in quanto la luce viene riflessa a notevole profondità.

Abbiamo contattato i costruttori della struttura verificando le caratteristiche della barriera, che verrà posta a circa 40-50 metri dall’imboccatura della grotta,  che è profonda circa 2 metri mentre la parte di neoprene gonfiabile emerge per circa 50 centimetri.  La barriera non intercetta correnti ed inoltre fornirà  la possibilità di ormeggio alle lance in attesa, consentendo di spegnere i motori durante la sosta e riducendo l’inquinamento procurato dagli scarichi. A fine giornata verrà ripiegata su se stessa riducendo al minimo l’ostacolo al passaggio di imbarcazioni.

Siamo soddisfatti del nostro lavoro, la barriera frangionde che verrà realizzata avrà un impatto ambientale pressoché nullo.

 

I recenti attacchi portati alla realizzazione della barriera sono caratterizzati da un atteggiamento polemico lontano da quello che dovrebbe essere il sereno confronto fra chi, pur partendo da posizioni diverse, ha a cuore lo stesso fine di difesa dell’ambiente. Ci limitiamo a ricordare a chi si preoccupa del ricambio delle acque e lamenta i possibili danni arrecati alla prateria di poseidonia  che la  profondità nella zona è di circa 50 metri, la barriera pesca per 2 metri e le correnti marine presenti, come già detto, sono a 20 metri di profondità; e che il fondale, senza alghe, è ghiaioso, misto a gusci di cozze, lupini e vongole probabile frutto di decenni di attività dei ristoranti vicini.

 

Luigi Farella

 

Capri, 22 luglio 2008

 


Vedi anche: Pro Natura informa

luglio    2008

 

 

 

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