la lettera del 5 settembre 2008
egr. sig. Sindaco di Capri Ciro Lembo Capri
egr. sig. Assessore Vincenzo Ruggiero Capri
e p.c. egr. sigg. Capigruppo Consiliari Capri
Capri, 5 settembre 2008
Oggetto: Delibera di G.M. n. 288 del 29-07-2008 avente ad oggetto "Approvazione piano boe"
La nostra associazione con la presente intende sottoporre all'attenzione delle SS.VV. alcune osservazioni sul progetto relativo al "piano di localizzazione aree demaniali marittime per posizionamento boe".
Premesso che:
" a nostro parere è indispensabile la costituzione di un parco marino per proteggere il fragile sistema che anni di incuria hanno prodotto, e che tale progetto deve essere realizzato assieme all'altro comune isolano al fine assicurare omogeneità tra le due aree marine interessate.
" in alcuni periodi dell'anno si verifica un affollamento di imbarcazioni di varie dimensioni e tipologie, dal piccolo gozzo al grande motoryacht, che cercano ormeggio in punti ben localizzati intorno all'isola.
" molte imbarcazioni sia di piccola che di grande dimensione sono costrette all'ormeggio in rada durante le ore notturne per mancanza di ormeggi nel porto turistico e che tali ormeggi si localizzano in particolare in corrispondenza della spiaggia di Marina Grande oppure sul versante sud dell'isola nella baia di Marina Piccola.
" sono presenti sia sul versante nord che su quello sud dell'isola numerosissimi ormeggi riconducibili ad attività balneari, di noleggio e di pesca che secondo quanto riportato nel piano dovrebbero esse salvaguardati.
Rileviamo quanto segue:
" La insufficienza dimensionale del progetto e non adeguata distribuzione degli ormeggi lungo le coste dell'isola. Dalla documentazione fotografica appare evidente che il numero degli ormeggi previsti è insufficiente rispetto alla domanda e che pertanto oltre il 50- 70% delle imbarcazioni continueranno a gettare l'ancora sul fondale, anche nei tratti di macchie di poseidonia. Inoltre non sono stati previsti ormeggi nella parte est dell'isola in particolare alla Grotta Bianca tra punta della Chiavica e punta Masullo. Infine il previsto dimensionamento degli ormeggi per imbarcazioni fino a 12 metri e solo 4 ormeggi per imbarcazioni fino a 18 metri costringeranno i motoryacht di maggiori dimensioni (che peraltro sono i meno inquinanti) a non poter sostare per mancanza di ormeggi oppure ad essere costretti ad utilizzare le ancore arrecando danni al fondale marino.
" La insufficiente documentazione relativa ai fondali dei previsti "campi boe" e la non rispondenza ai criteri di salvaguardia del fondale marino stesso. L'unico riferimento sul fondale marino cui andranno posizionarsi i campi boe è quanto riportato a pag 22 della relazione " nelle zone demaniali previste per la dislocazione del campo boe poste a ridosso della costa, non si evidenziano campi diffusi di posidonia a meno di presenze di macchie sporadiche sparse tra il fondale roccioso" Prevedibilmente, poiché i campi boe sono in tutto 12 di cui solo alcuni ubicati a ridosso della roccia, la tipologia di fondale sarà differenziata e di conseguenza dovrebbero essere differenziati i tipi di "corpo morto" da utilizzare. L'uso previsto del blocco di cemento e ammissibile in alcuni punti sabbiosi o rocciosi, ma in corrispondenza della spiaggia di Marina Grande e nella baia di Marina Piccola ove è diffusa la poseidonia si dovrebbe far ricorso alla istallazione di corpi morti adatti a tale tipo di fondale. Inoltre sarebbe opportuno, anche per gli ancoraggi già esistenti e che secondo quanto previsto dovrebbero restare in loco, verificare il tipo di fondale presente per poter installare il "corpo morto" più adatto.
" Il mancato rispetto delle distanze minime dalla costa previste dall'ordinanza della Capitaneria Il comune ha recentemente provveduto alla installazione di una barriera galleggiante nella zona antistante la spiaggia di Marina Grande per impedire gli ormeggi notturni a poca distanza che provocano un inquinamento notevole ed insopportabile per i bagnanti. Ora, secondo quanto previsto nella relazione: "a causa dell'intenso traffico marittimo… sarà necessario procedere alla deroga delle distanze", i campi boe saranno posizionati a meno di 300 metri dalle spiagge (Marina Grande e Marina Piccola) ed a meno di 200 metri dalle coste (Palazzo a Mare, Fontelina, Torre Saracena, Canzone del Mare ecc.); quindi a seguito di tale deroga, avremo un inquinamento delle coste assai maggiore di quello già insostenibile di oggi.
Pertanto, a nostro giudizio, il progetto risulta inadeguato sia per quanto riguarda la funzionalità (numero e tipologia delle imbarcazioni - non sono previsti ormeggi per imbarcazioni superiori ai 18 metri) che per quanto riguarda l'impatto ambientale (utilizzo di corpi morti dannosi per i fondali e ormeggio delle imbarcazioni piccole - le più inquinanti - previsto a breve distanza dalla riva)
Si rende perciò necessaria una attenta rielaborazione del progetto, considerando che in mancanza dell'adozione di un parco o di una riserva che disciplini l'uso del litorale si verificherà, in particolari periodi dell'anno, una situazione di ormeggio selvaggio intorno all'isola che, in mancanza dell'adozione di tutte quelle tecnologie atte a salvaguardare il fragile ecosistema già danneggiato da anni di incuria, finirà per comprometterlo definitivamente.
Ricordiamo che sono note a codesta amministrazione (che ne aveva prospettato l'adozione nella fase di preparazione del piano ricevendo lusinghieri apprezzamenti per il valore naturalistico della soluzione prevista) moderne tecnologie, già ampiamente sperimentate ed adottate, definite "ormeggi intelligenti" che utilizzano nella parte immersa corpi morti di particolare concezione che consentono ormeggio per imbarcazioni di lunghezza fino ad 80/100 metri salvaguardando il fondale marino in corrispondenza delle vegetazioni di poseidonia, e nella parte emersa dispongono di un controllo elettronico via radio che consente la comunicazione col centro base per l'uso di tutti i servizi annessi, come la pulizia delle sentine, la rimozione dei rifiuti solidi ecc.
Restiamo a disposizione e salutiamo distintamente
Pro Natura Isola di Capri il Presidente Luigi Farella
la nota del 24 settembre 2008
PRECISAZIONI SUL PIANO BOE
Le osservazioni sul “Piano Boe” predisposto dall’amministrazione comunale, presentate dall’associazione Pro Natura al Sindaco e ai Capigruppo Consiliari il 5 settembre scorso, hanno aperto una discussione sulla salvaguardia del nostro mare e sulla necessità di procedere ad una regolamentazione degli ormeggi con la realizzazione di un parco marino.
Premesso che in passato la nostra associazione si è ripetutamente espressa a favore della istituzione di un parco terrestre lungo la costa ad est dell’isola e del corrispondente parco marino antistante ad essa, è opportuno un chiarimento sulle due questioni.
I parchi marini vengono istituiti dal Ministero dell’Ambiente, con un lungo iter che necessita del forte sostegno delle amministrazioni locali, nel nostro caso i comuni di Capri e di Anacapri, che devono insieme predisporre il progetto.
Il piano boe recentemente deliberato dalla Giunta è un provvedimento di competenza dei comuni in applicazione della Legge Regionale che obbliga le amministrazioni alla redazione di un piano relativo alla “gestione ed utilizzo delle aree demaniali marittime ai fini turistici”, una legge che disciplina le modalità delle concessioni demaniali (spiagge, stabilimenti balneari, percorsi di accesso, acque territoriali ecc.) alle quali si dovranno uniformare i concessionari. Si tratta quindi di un provvedimento già adottato e dalle conseguenze immediate.
Le osservazioni critiche di Pro Natura Capri sul “Piano Boe” riguardano lo scarso rispetto per l’ambiente, l’assoluta mancanza di tecniche di salvaguardia del fondale marino, l’aumento dell’inquinamento dovuto alla presenza di barche di piccole dimensioni a poca distanza dalla riva, il mancato rispetto delle distanze previste dall’Ordinanza della Capitaneria. Tutte cose che vanno contrastate ed impedite subito, e che se trovassero attuazione sarebbero la peggiore premessa per l’istituzione dell’auspicato parco marino.
Va detto anche che il “Piano Boe” manca ancora di un regolamento che specifichi gli obblighi del concessionario ed i servizi che dovrà fornire anche a riguardo della tutela ambientale, oltre che essere la necessaria premessa per l’indizione delle gare e per le assegnazioni delle aree (i campi boe).
la nota del 20 febbraio 2009
”Piano di localizzazione aree demaniali marittime per posizionamento boe”
Questa associazione ha già presentato (ns. del 5/9/2008) alcune osservazioni in occasione dell’approvazione del piano da parte della Giunta Comunale; la successiva pubblicazione del piano stesso e la conseguente possibilità di acquisire ulteriori elementi ci consentono di ribadire ed integrare quanto già espresso in precedenza.
Limite di applicabilità del piano. Peggioramento delle condizioni di sicurezza e di inquinamento.
La gestione delle acque e delle aree demaniali marittime è regolata dal DL 112/98, dal DL 96/99, dalla L 172/03 e dal Codice della Navigazione; da tali norme risulta che ai comuni è demandata la sola attività amministrativa per il rilascio delle Concessioni Demaniali Marittime mentre (DL 112/98 e L172/03) sono state espressamente riservate allo stato (l’Autorità Marittima) le competenze sulla disciplina e sulla sicurezza della navigazione. Ne deriva che il comune non può rilasciare una Concessione Demaniale in contrasto con le ordinanze della Capitaneria di Porto (autorità marittima competente). Nella relazione allegata al piano si legge che per le aree individuate sarà necessaria una deroga a tutte o parte delle ordinanze emesse dalla Capitaneria di Porto di Napoli, in particolare a quelle che prescrivono la navigazione e l’ancoraggio ad una distanza di sicurezza dalla costa e dalle spiagge. Tali deroghe, se fossero ottenute, consentirebbero alle imbarcazioni di avvicinarsi e di sostare ancora più in prossimità della costa e delle spiagge rispetto a quanto già fanno sinora, provocando un forte aumento di tutti i già gravi problemi di inquinamento e di sicurezza che i bagnanti capresi già ben conoscono.
Funzionalità dei campi boe.
La scelta progettuale di localizzare i campi boe in corrispondenza degli stabilimenti balneari (che ne avranno la gestione) crea molta perplessità in quanto comporta che le imbarcazioni che li utilizzeranno saranno molto vicine alle strutture – e cioè ai posti maggiormente frequentati dai bagnanti - con una concentrazione di natanti molto maggiore di quella attuale. Per di più si tratta in particolare di imbarcazioni di piccole dimensioni (meno di dodici metri) che, sovente poco rispettose delle norme, sono una delle maggiori cause dell’inquinamento delle spiagge.
Tale scelta progettuale risulta discutibile anche sotto in profilo pratico, poiché numerosi “campi boe” (ad esempio quelli in prossimità dei Faraglioni) si troverebbero ad ospitare imbarcazioni dalle quali sarebbe assai disagevole, e questo ancora di più nelle ore notturne, raggiungere i centri abitati. Sotto questo aspetto, fondamentale, del trasferimento a terra dei diportisti in località dove si possa agevolmente utilizzare un pubblico servizio di trasporto, sarebbe forse stato più opportuno prevedere un minor numero di campi boe, al limite uno per ciascun versante dell’isola, cosa che avrebbe reso necessaria l’esistenza di una unica corsia per l’accosto a terra, con grossi vantaggi per la protezione dell’ambiente e per la tranquillità e la sicurezza dei bagnanti.
Si osserva infine che l’inquinamento prodotto dalle imbarcazioni all’ormeggio avrebbe maggiori probabilità di non raggiungere le spiagge se i campi boe si trovassero in aree più aperte alle correnti marine, individuate in seguito ad una attenta valutazione del gioco delle correnti. Da questo punto di vista, i campi boe previsti nell’insenatura di Marina Piccola tra lo scoglio delle Sirene e Punta Mulo e quelli previsti nella baia di Marina Grande a ridosso delle spiagge appaiono ampiamente dannosi.
Mancanza di attenzione alla salvaguardia dell’ecosistema marino.
Lungo il perimetro del comune di Capri e dell’intera isola le acque, e di conseguenza i sottostanti fondali, sono oggetto di un assalto continuo da parte dei mezzi da diporto che calano l’ancora. I danni ai fondali sono notevoli, in particolare nelle aree colonizzate dalla poseidonia, che dà riparo alla vita di moltissime specie e che consente la ossigenazione delle acque. La presenza frequente delle ancore e delle relative catene in una zona colonizzata dalla poseidonia provoca inoltre la rottura della “matta” pregiudicandone le capacità di difesa contro l’erosione delle spiagge, con effetti disastrosi in un delicato sistema che peraltro è protetto da normative internazionali. Tale aspetto fondamentale è del tutto ignorato nel progetto, dove non è fornita alcuna documentazione circa il tipo di fondale marino nelle zone in cui sono stati stabiliti i campi boe, prevedendo un unico tipo di ormeggio con corpo morto in calcestruzzo e relativa catena di tenuta libera di strusciare sul fondo. Tale sistema, ampiamente utilizzato su fondali sabbiosi o fangosi, è come detto dannosissimo su fondali con presenza di vegetazione come la poseidonia; in questi casi, nelle aree marine protette e nei campi boe ubicati altrove in Italia e nel mediterraneo in zone di pregevole interesse naturalistico ambientale, è ampiamente utilizzato un tipo di ancoraggio “ecologico”. Tale tipo di ancoraggio, per la particolare conformazione del corpo morto, consente la protezione della fauna marina e del suo ripopolamento ed inoltre l’utilizzo di un galleggiante particolare, inserito prima dell’attacco della cima di tenuta sulla testa della catena, tiene in sospensione quest’ultima ed evita quindi l’aratura del fondale sulla quale vegeta la flora marina. Tale tipo di ormeggio è fortemente consigliato dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane che confermano la sua effettiva compatibilità all’ambiente. La mancata previsione di utilizzo di tale tipo di ancoraggio, né di quello dell’ancoraggio diretto sulla roccia come è preferibile sui fondali rocciosi, denota una scarsissima considerazione della componente ambientale nel progetto, oltre ad una altrettanto scarsa coerenza con quanto dichiarato in premessa in merito alla salvaguardia ed alla tutela dell’ecosistema marino.
Osservazione finale
Il piano non prevede (presumibilmente perché di competenza dell’Autorità Marittima) il divieto di ormeggio al di fuori dei campi boe previsti. Poiché il numero di ormeggi nei campi è fortemente insufficiente rispetto al gran numero di imbarcazioni che raggiungono l’isola, è facile prevedere che saranno moltissime quelle continueranno a gettare l’ancora nel luogo che più aggrada loro, vanificando quindi l’esistenza stessa del piano, che recita ”…le finalità del piano sono evitare l’ancoraggio selvaggio, preservare l’ambiente costiero e dei fondali, offrire un servizio razionale ai natanti”.
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