Pro Natura

Isola di Capri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

associazione naturalistica ambientalista e culturale   

 

 

Pro Natura informa 2009

 

 

3 ottobre 2009
Mare Nostrum

di Luigi Farella

 

Dopo gli incresciosi episodi di inquinamento marino verificatisi  in piena stagione balneare tutti hanno cominciato a parlare della necessità di una maggiore prevenzione ambientale per il mare ed in tanti stanno sottolineando la necessità della istituzione del parco marino dell'isola di Capri. Noi di Pro Natura isola di Capri, sempre attenti al problema ambientale non solo marino ma generale, abbiamo da tempo cercato il modo di affrontare la questione. Come direbbe il grande Totò, l'episodio di questa estate è "una quisquilia, una pinzillacchera" rispetto a quello che avviene tutti i giorni lungo le coste di Capri ed è proprio questa quotidianità, alla quale lentamente ci si abitua fino a far sembrare normale anche la presenza di circa duecento barche ancorate nella baia di Marina Piccola, che occorre contrastare con una azione mirata ed efficace.

Noi di Pro Natura cerchiamo di ascoltare e condividere le  preoccupazioni di quanti stanno a diretto contatto col mare, cerchiamo di dare voce a coloro che, sulla superficie o nelle sue profondità, cercano tranquillità, armonia, bellezza o soltanto un modo meraviglioso per stare in pace con se stessi.


Sin dalla nostra costituzione in associazione furono tracciate le linee generali e gli ambiti d'intervento che ci prefiggevamo per la salvaguardia del nostro ambiente e delle nostre tradizioni, tra questi obiettivi c'era anche la difesa del mare. Da quel momento sono passati quasi tre anni, tre anni in cui ci siamo occupati di mare con iniziative come la nostra campagna "il Mare per Amico" -  ma da quest'orecchio,  come diceva il grande Gilberto Govi, NON CI SENTO.


Oggi, Pro Natura Isola di Capri presenta ai Comuni di Capri e di Anacapri la richiesta di concessione di due aree marittime, corrispondenti al lato est ed al lato ovest dell’isola, che potranno costituire il primo nucleo di zone regolamentate e protette della nostra costa.
La spinta propulsiva al nostro progetto è venuta a fine aprile quando, nel convegno in difesa della biodiversità marina che si è tenuto a Castellamare di Stabia organizzato dalla pro Natura nazionale, noi dell'associazione caprese, quale contributo alla difesa della biodiversità marina nell'ambito del golfo di Napoli,  abbiamo presentato una relazione sulla vecchia pratica di istituzione dell'area marina protetta dell'isola di Capri che giace da trent'anni nei cassetti ministeriali.


Lo scopo era quello di fare "anello di congiunzione" tra l'area marina protetta di Punta Campanella e quella dell'isola d'Ischia, le quali  partite contemporaneamente o successivamente a quella caprese attualmente già sono operative.


La proposta ha visto concordi sia il direttivo nazionale dell'associazione Pro Natura che il coordinamento dell'Italia del Sud, e nel corso dell'assemblea annuale dei soci capresi ha ricevuto il definitivo via libera. I mesi di maggio e di giugno sono trascorsi alla ricerca di notizie, procedure, e di quant'altro necessario a valutare le varie ipotesi possibili come la A.M.P. (area marina protetta) di competenza ministeriale, tra le varie norme per la salvaguardia del mare applicabili (parco marino e/o oasi blu), e dopo i vari contatti avuti col Ministero dell'Ambiente, col Ministero dei Trasporti e con gli altri enti sovra comunali, siamo partiti con la progettazione definitiva consegnata ora alle due amministrazioni locali. Una partenza bloccata per molti giorni da un aggiornamento del software dei computer del Ministero dei Trasporti che non ci consentiva di ottenere le planimetrie sulle quali indicare l'area da chiedere in concessione. Quello presentato è un progetto studiato, ragionato, realizzato in collaborazione di quanti vivono il mare ai quali và il nostro ringraziamento per il prezioso materiale fornitoci, ma soprattutto aperto alla collaborazione di coloro che non solo dicono, ma  ritengono necessario, dare una svolta a questo stato di cose e di coloro che ritengono  il "MARE NOSTRUM" un bene della collettività.

 

Maggiori dettagli sulla nostra richiesta li troverete sul nostro sito www.pronaturacapri.it ; saremo felici di ricevere un vostro parere, qualunque sia, anche per conoscere il grado di sensibilità ambientale raggiunto.

 

Oasi Blu dell'isola di Capri       

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3 ottobre 2009

 

La questione energetica

di luigi Farella

 

Dopo la pubblicazione della nostra relazione sulla questione energetica dell'isola di Capri, molte persone si sono collegate al nostro sito per avere maggiori informazioni, ci hanno scritto per farci i loro complimenti per la chiarezza dell'esposizione o per darci delle "dritte", come si suol dire, sulle varie possibili soluzioni. Anche l'amministrazione comunale, per dichiarazione del sindaco, conferma che a Capri il vero problema ambientale è l'energia, ma, come può facilmente osservare chi ci ha letto con attenzione, secondo il nostro punto di vista le valutazioni dell'amministrazione non sono sufficientemente approfondite e con l'arrivo del cavidotto non si risolve il problema ambientale, che anzi potrebbe peggiorare. Inoltre l'amministrazione non da risposta ad una domanda fondamentale: durante i lunghi anni necessari alla realizzazione del cavidotto "soluzione di tutti i mali", come si potrà garantire alle attività capresi l'energia necessaria al loro sviluppo? Come si potrà accettare inevitabili anni di black out sempre più gravi e frequenti, magari buone occasioni per dare addosso alla Sippic come se fosse l'unica responsabile?
Una risposta è possibile con l'immediata adozione di energie alternative come il fotovoltaico, l'eolico oppure il termico solare.
Una risposta è possibile con l'acquisto da parte della Sippic dell'energia elettrica prodotta dai privati (il "conto energia") .
Una risposta è possibile diversificando le fonti di approvvigionamento energetico, ad esempio con la metanizzazione dell'isola in particolare per le grandi utenze, con un collegamento alla terra ferma che sarebbe assai meno oneroso e complesso di quello elettrico, e con assai minori ricadute ambientali.
Tra le e-mail ricevute vogliamo citarne due: una che ci ha informato che in Germania sono stati approvati 40 installazioni in mare per un totale di 2500 turbine capaci di una  produzione di energia elettrica  sufficiente a 12 milioni di famiglie e lo scrivente si chiedeva se era possibile, in proporzione, farlo anche a Capri. L'altra e-mail ci ha informato che lo scrivente aveva girato il nostro articolo ad una società specializzata nella produzione di impianti termici solari, staremo a vedere cosa ci potrà proporre di particolarmente adatto a Capri.

 

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3 ottobre 2009

 

l’incontro col consigliere Roberto Russo

 

Dopo la nostra lettera aperta al consigliere delegato e dopo uno scambio di e-mail abbiamo avuto un lungo ed interessante incontro col consigliere Roberto Russo durante il quale si è parlato della questione degli ispettori ambientali e di molto altro (a tal proposito vorrei precisare, per chi non ha ben compreso, che i volontari della Federazione Nazionale Pro Natura svolgono da anni su tutto il territorio del paese l'attività di vigilanza ambientale, ittica e venatoria; tutt'altra cosa rispetto alle cosiddette "ronde cittadine" per le quali, ove pure ce ne fosse stato bisogno, la Federazione ha dato precise indicazioni di non consentire il coinvolgimento dei propri aderenti).
Si è discusso di quanto connesso alla raccolta differenziata ed al decoro cittadino, e siamo stati d'accordo sulla necessità di modificare il sistema di raccolta rifiuti per aumentare la quantità di differenziata anche con l'introduzione di "incentivi per i cittadini virtuosi"; abbiamo chiesto di introdurre il sistema di vendita della merce "sfusa o alla spina" per contenere sia i costi che la produzione di imballaggi di scarto, cose che già inutilmente avevamo chiesto in passato. Nonostante la proroga per l'uso dei sacchetti di plastica abbiamo parlato della opportunità di vietarne l'uso ed incentivare l'uso dei sacchetti in mater-B biodegradabili o della borsa di juta, e ci ha fatto piacere sentire che presto si procederà alla sistemazione dei cassonetti posizionati all'inizio della salita di via Croce, nei pressi dell'hotel Tiberio.
Il confronto si è poi spostato sul decoro cittadino e sulla necessità della riqualificazione ambientale, della ripiantumazione degli alberi lungo le strade e della riqualificazione dei giardini di Augusto. Su tali argomenti ci è stato assicurato che già è in programma la ripiantumazione di tutte le piante mancanti su via Tragara (il consigliere delegato è restato meravigliato nell'apprendere che noi di Pro Natura Capri lo scorso anno ci eravamo offerti di fornire le piante grazie ad un nostro sponsor ma non avevamo avuto riscontro alla nostra proposta), che si procederà alla ripulitura, questa volta con appropriata tecnica, del gruppo marmoreo dei leoni, (cosa che due anni fa proponemmo di fare a nostra cura attraverso una ditta specializzata e che l'amministrazione fece invece eseguire con una metodologia errata i cui risultati sono evidenti). Come pure ci ha anticipato l'idea della risistemazione dei giardini di Augusto  e la volontà di restaurare la stele marmorea del Manzù  raffigurante Lenin.
Alla nostra preoccupazione in merito all'aggravio dei costi di spazzamento che saremmo costretti a sopportare per tali innovazioni  ci è stato spiegato dove e in che modo saranno recuperate le somme necessarie in modo da non alterare il patto di stabilità finanziaria del comune di Capri e di non gravare sulle tasche dei cittadini. Solo una cosa ci siamo dimenticati di ricordare, ma cogliamo l'occasione per farlo ora: rammentiamo che a breve saranno emesse le nuove cartelle, le quali oltre a non avere l'addebito dell'IVA dovranno contenere la riduzione concordata a coloro che hanno sottoscritto l'impegno dell'uso della compostiera per l'umido casalingo. Ma vista l'efficienza, crediamo che tutto ciò già sia stato considerato.

 

(da Spazio Capri n.155 del 3 ottobre 2009)

 

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5 settembre 2009

 

NON E' TEMPO DI POLEMICHE, E' NECESSARIO PROVVEDERE CON DECISIONE E CORAGGIO

 

di Luigi Farella

 

Credo che non esista immagine più bella al mondo di una madre premurosa che poggia la propria guancia sulla fronte del figlioletto dormiente per avere la conferma che la temperatura, indice di una febbre persistente, si è abbassata e che ora il suo amore dorme tranquillo e con un respiro regolare.

Ella ora è felice e serena può pensare al futuro della sua famiglia e del suo "bene più prezioso".

Certo ora il peggio è passato, la febbre persistente non prometteva nulla di buono, ella si interrogava se per caso fosse stata qualche sua negligenza a causare lo stato febbricitante, pensava a cosa avesse potuto far male alla sua creatura, ma poi si rassicurava sapendo che la cura adottata aveva dato i suoi frutti e quindi poteva affrontare con tranquillità il futuro.

Questa immagine è quella che vorrei trasferire nella vicenda degli inquinamenti che hanno caratterizzato questo scorcio di stagione, penso alla madre che non ha fatto polemiche pensando a chi o a cosa avrebbe potuto causare la febbre del suo figlioletto, ma invece si è interrogata per sapere se il suo comportamento è stato corretto nel periodo che ha preceduto l'insorgere della febbre, penso alla madre che ora é serena perche la cura messa in atto per debellare la malattia sta dando i suoi frutti, leggo infine la gioia per il futuro.

Se vogliamo assumere quell'aria rassicurante della madre, dobbiamo interrogarci, amministratori in testa, su che cosa abbiamo messo in atto per evitare che episodi spiacevoli come questi accadano, se per caso non siano stati atteggiamenti sbagliati e di scarsa sensibilità verso la natura che hanno provocato la causa dell'insorgere della malattia.

La mancanza di scelte coraggiose, come la costituzione del parco marino e del parco terrestre, lo scarso controllo del territorio con l'abbandono al degrado di ampie zone non sfruttabili, un inefficace controllo sulle corrette procedure di smaltimento, la cecità nell'adozione di forme di eco compatibilità in campo energetico, il mancato rispetto delle norme che la convivenza civile ha plasmato nei confronti del territorio, sono tutti elementi finora sottovalutati dall'uomo e dalle amministrazioni; ma è la mancanza di conoscenza del proprio territorio, della propria storia, delle proprie tradizioni che crea il maggior distacco e fa scemare l'amore tra la natura e l'uomo.

L'uomo che non sa o finge di non sapere che le risorse naturali non sono infinite e che un atteggiamento di rapina nei confronti della natura prima o dopo si ripercuote sull'uomo stesso.

E necessario pertanto, se vogliamo assumere la pacatezza del viso della donna e della madre, essere consapevoli che la cura che ora andiamo ad intraprendere sia efficace, una svolta rispetto agli atteggiamenti del passato, e di rapida applicabilità.

Ma soprattutto è necessario che il medico (leggi amministratori comunali) cui abbiamo demandato la cura della nostra salute, non usi medicine placebo o pannicelli caldi.

 

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5 settembre 2009

 

L’ENERGIA ELETTRICA A CAPRI

 

Il recente black-out ha fatto riesplodere il problema della centrale elettrica (e del cavidotto), un problema che trova le sue origini già negli anni ottanta e che i maggiori interessati (società elettrica, amministrazione cittadina e operatori economici) non hanno mai cercato di portare a concreta soluzione. La società elettrica non ha effettuato una seria politica di riqualificazione e riconversione delle strutture produttive, le amministrazioni non hanno mai avuto una seria politica di stimolo e di controllo a seguito delle istanze che provenivano dalla popolazione, e l’altro soggetto responsabile, ossia gli alberghi ed i negozi, non hanno fatto pesare la propria condizione di grandi consumatori di energia. Si sono limitati ad aver richiesto energia sempre maggiore per il loro sviluppo, senza preoccuparsi delle implicazioni ambientali e dei pericoli connessi.

Il problema energetico è diventato un caso che non ammette più proroghe o tentennamenti: la centrale elettrica non sarà in grado di garantire la maggiore richiesta di fornitura elettrica per i prossimi anni durante la realizzazione del cavidotto (e senza considerare il problema della distribuzione interna dell’energia arrivata via cavo).

E necessario che i cittadini, le istituzioni, i soggetti economici da una parte e la società elettrica dall'altra pongano in discussione il loro futuro, il mantenimento dello status raggiunto oppure la regressione per mancanza di energia.

E necessario che i cittadini, ed ancor più i grandi operatori economici, siano agevolati dalle amministrazioni per la installazione di impianti fotovoltaici o termici solari, necessari per far fronte alla maggiore richiesta energetica che consenta il nostro sviluppo sociale ed economico, ed è necessario che la società elettrica ponga in essere tutto quanto occorre alla semplificazione del conto energia previsto per legge.

 

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LE GUARDIE AMBIENTALI
VOLONTARIE

 

egr. sig. Roberto Russo
Consigliere Delegato
Comune di Capri

 

Caro Roberto,

scusami se uso un tono confidenziale memore del nostro comune passato nell'associazione commercianti di Capri; la ragione che mi spinge a scriverti è la lettura di quell'avviso di  ricerca di personale volontario da utilizzare come ispettori ambientali per la salvaguardia dell'ambiente e la cura del territorio.

Le motivazioni che Ti hanno indotto ad intraprendere tale lodevole iniziativa, sono le stesse che hanno indotto noi dell'associazione Pro Natura a costituirci e poi a portare avanti le nostre iniziative tendenti proprio alla salvaguardia dell'ambiente ed alla tutela del territorio della nostra cara isola.

E per questi fini ci siamo rapidamente organizzati. La Regione Campania ha regolamentato le attività di volontariato con la legge n. 9 del 8 febbraio 1993 e la successiva n. 18 del 7 agosto del 1996. Come prescritto, abbiamo ottenuto, con Decreto della Giunta Regionale (n. 95 del 1 ottobre 2008) e rispondendo al rigido elenco di requisiti necessari, la iscrizione al Registro Regionale del Volontariato (associazioni senza fini di lucro - ONLUS)

Per quanto riguarda poi lo specifico settore della vigilanza ambientale volontaria, istituita dalla Legge Regionale n. 14 del 28 febbraio 2005 e la cui organizzazione viene demandata alle province, abbiamo presentato nel 2008 un progetto triennale per il servizio di vigilanza terrestre e marina sull'Isola di Capri mediante l'utilizzo di n. 10 GAV (Guardie Ambientali Volontarie), che con nostra grande soddisfazione è stato fra i pochi approvati dalla Provincia fra le centinaia di proposte presentate.
Attualmente (conosci i tempi delle pubbliche amministrazioni) siamo in attesa che vengano organizzati i corsi per ottenere la qualifica di GAV.

Spero di non averti annoiato troppo con la mia illustrazione, che vuole in sostanza informarti che noi siamo qualificati a stabilire rapporti di collaborazione con gli enti pubblici, e che riteniamo utile mettere a Tua disposizione la nostra collaborazione e la nostra certificazione di associazione ambientalista e culturale a carattere volontario riconosciuta a livello regionale e federata di Pro Natura, federazione riconosciuta a livello nazionale.

Rivolgendosi alla nostra associazione il Comune eviterebbe la problematica, ampia e di difficile interpretazione, sull'utilizzo di personale volontario da parte delle pubbliche amministrazioni.
La ragione è chiaramente individuabile nella opportunità di evitare l'insorgere di  problemi retributivi, contributivi od assicurativi e di evitare l'instaurarsi di  rapporti solo apparentemente a carattere volontario che potrebbero diventare rapporti privilegiati tra pubblica amministrazione e singoli privati cittadini.

Mi complimento ancora per la Tua iniziativa e Ti auguro un buon lavoro come nostro amministratore.
Cordialmente,

il Presidente
Luigi Farella

 

P.S.  Faremo pubblicare a nostra cura questa lettera sulla stampa locale, innanzitutto per rendere pubblica  la nostra approvazione ed il nostro sostegno alla tua attività amministrativa, e poi per informare anche i cittadini sulle caratteristiche di volontariato ambientale e culturale della nostra associazione.

 

(da Spazio Capri n.154 del 5 settembre 2009)

 

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4 luglio 2009

 

Tutti al mare

 

di Luigi Farella

 

E' arrivata l'estate, le scuole sono finite, la voglia di mare è tanta e tantissima è la gente che approfitta della stagione per tuffarsi nella acque "cristalline" di qualche caletta sperduta nel mediterraneo. Affrontiamo qualche ora di viaggio in aereo oppure disagi indicibili in macchina per raggiungere un posto, anche lungo le coste italiane, ma lontano da casa nostra. Vi siete mai domandati la ragione per la quale facciamo questa scelta e non prediligiamo le acque di casa nostra che la natura tanto generosamente ci ha messo a disposizione?  Io ho provato a darmi una risposta, che è legata a quanto giornalmente vediamo accadere sulle nostre spiagge o lungo le nostre coste. Noi capresi ci stiamo rendendo conto che ci stanno spogliando di un nostro bene, le nostre acque, le nostre spiagge e le nostre coste, nostre non nel senso di possesso privato ma come bene affidatoci da madre natura che dovevamo custodire per i nostri figli, un "nostro bene" che per le ragioni più varie, distolti da altri interessi abbiamo poco valorizzato e che lentamente ci stanno portando via.

In un viaggio in una delle località gettonate del mar Rosso, durante una escursione sulla barriera corallina la guida ci invitò a vedere ma a non toccare, ci diffidò dal recuperare anche un sol pezzo di corallo o di altro organismo marino come stelle marine o altro. Il risultato di una tale politica ambientale è che pur aumentando il numero dei visitatori che si avvicinano a quel mare, esso è sempre disponibile ad accoglierli, a mostrarsi nella sua veste migliore e a rilasciare quelle sensazioni che ormai non sempre riusciamo più a trovare nelle nostre acque. Sensazioni che sono vanificate dall'eccessivo numero di imbarcazioni  sotto costa e nelle calette,  le cui ancore arano i fondali peggio di un campo di patate, un'aratura che è la causa per cui nessun pesciolino, anche se misero riesce a trovare un anfratto e una prato d'alghe dove nascondersi dai predatori; per non narrare poi delle sensazioni nel vedere in trasparenza sul mare "di tutto e di più".
 
Questo è il frutto di una politica non lungimirante in campo ambientale, una politica che per oltre trent'anni non ha voluto far decollare un progetto di parco marino  lungo le coste della nostra isola, un progetto come quelli che in questi anni stanno sorgendo un po' dovunque lungo le coste italiane, dove la gente ha capito i benefici che apportano all'economia locale.

Noi di Pro Natura Isola di Capri, come già accennato in passato, chiediamo che il parco venga realizzato, vogliamo continuare a parlare nelle varie sedi istituzionali della necessità della sua realizzazione, e chiediamo anche che "VOI" siate al nostro fianco.  Vogliamo il conforto ed il parere dei cittadini capresi ed ancor più il parere delle varie attività legate al mare ed al turismo, per costruire una base solida da cui decollare. Quindi tenetevi pronti a rispondere ai quesiti che di volta in volta ti porremo nei modi e nei posti più diversi.

La prime domande sono:
Ritieni utile la realizzazione di una o più aree marine protette da individuare lungo porzioni di costa dell'isola?
Secondo il tuo parere, quali zone sarebbero più indicate?
La proposta di Pro Natura è di una prima area tra la punta di Tiberio e casa Malaparte ed una secondo area tra la Grotta Azzurra ed il Faro, ossia i lati est ed ovest della nostra bella isola.
Puoi lasciare il tuo parere sul sito dell'associazione all'indirizzo: info@pronaturacapri.it
Contiamo sull'appoggio di tanti Capresi ed Anacapresi

 

 

(da Spazio Capri n.153 del 4 luglio 2009)
                                                

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3 giugno 2009

 

LUCE SUL CAVIDOTTO

 

Gli studi fatti dall'ENEA  nella Regione Campania hanno evidenziato, tra l'altro:
1)  la criticità della fornitura elettrica in sicurezza delle isole campane,
2)  la necessità di aumentare la produzione di energia poiché la regione è deficitaria di oltre il 60% del suo fabbisogno. 

Il progetto del cavidotto è nato quindi allo scopo di alimentare in sicurezza le isole di Ischia e Procida che, a differenza di Capri, non hanno produzione autonoma.
Per ottenere questo risultato è necessario il collegamento ad un altro nodo oltre quello di Cuma,  quello di Torre Annunziata. La "tratta" Torre Annunziata - Ischia  prevede una sottostazione con arrivo e partenza dei cavi a Capri.

La realizzazione del cavidotto non provocherà la eliminazione dell'attuale centrale Sippic, cosa di cui non si trova menzione in nessun atto ufficiale; anzi dalle dichiarazioni dell'assessore regionale alle attività produttive che parla di "riqualificazione", dalla lettura degli atti della regione Campania e degli atti della società Terna, che parla di necessità di "confrontarsi col produttore locale", sorge la ragionevole previsione che la centrale di Marina Grande continuerà a produrre. Con la possibilità, data dalla presenza del cavo, di vendere energia anche a Ischia e Procida.
 
Il problema di Marina Grande è quindi la "riqualificazione della centrale", che secondo noi dell'associazione potrebbe consistere nella trasformazione da centrale a gasolio a centrale a metano, molto meno inquinante sia in termini acustici che in termini di  emissioni. Inoltre la realizzazione del metanodotto potrebbe anche consentire ai cittadini ed alle aziende capresi di utilizzare un'altra fonte di energia per l'acqua calda e il riscaldamento.

La realizzazione del cavidotto comporta notevoli problemi di carattere ambientale, dovuti all'elevato inquinamento elettromagnetico. La scelta del luogo di arrivo e partenza dei cavi è perciò  molto delicata. Non vogliamo pensare che ciò possa avvenire sotto la spiaggia libera di Marina Grande, luogo dei bambini e delle famiglie capresi. Potremmo essere rassicurati se si sapesse cosa è andato ad accettare e a sottoscrivere a Roma il nostro sindaco.

Noi dell'associazione saremo pronti a collaborare per trovare soluzioni che siano rispettose delle necessità dell'economia caprese e del suo sviluppo, e che nel contempo rispettino i criteri di salvaguardia dell'ambiente e della salute della popolazione.
Questi sono i criteri cui si ispira l'associazione Pro Natura Isola di Capri, gli stessi che ci portano a richiedere tutela e salvaguardia per la biodiversità marina e terrestre e a richiedere sempre e con maggiore forza la realizzazione di un parco terrestre e marino lungo la costa est dell'isola di Capri.
                                                

 (da Spazio Capri n.152 del 3 giugno 2009)
      

 

                                                                          

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28 maggio 2009

 

Il mio impegno per la Natura

 

di Luigi Farella

 

In campagna elettorale è concessa qualche piccola invenzione o bugia per poter portare a casa qualche voto in più e molti elettori sanno già che almeno un 50% di quanto detto non viene attuato e buona parte dell'altro 50% si perderà per la strada. Io personalmente non la penso così, io credo che in campagna elettorale invece di dire farò questo, farò quello, si dovrebbe dire: ho fatto questo, ho messo le basi per risolvere il tale problema per il quale è necessario unire più energie, quindi eccomi pronto a collaborare anche con te.
Ho  voluto fare questa premessa perchè leggendo le dichiarazioni dei vari candidati alle prossime elezioni ho notato che per la prima volta in campagna elettorale entrano anche le parole  "natura",  "salvaguardia del mare", "necessità di controllo del territorio", ebbene mentre loro parlano che faranno, che è opportuno fare, eccetera eccetera, io posso dire che grazie alla collaborazione di quanti mi affiancano abbiamo fatto.
Come presidente dell'associazione Pro Natura, insieme ai soci abbiamo portato avanti  i lavori di eliminazione della vegetazione dalle rovine archeologiche di villa Jovis, mettendo alla luce strutture che neppure pensavo che esistessero.
Come presidente dell'associazione, con la collaborazione di persone esperte, abbiamo presentato all'amministrazione le nostre proposte per la realizzazione del nuovo piano urbanistico comunale (PUC) nelle quali per la  prima volta sono state indicate la necessità di una maggiore tutela ambientale delle scarpate che costeggiano il lato est dell'isola e del mare, e la necessità di prevedere nuovi insediamenti abitativi per i giovani capresi da realizzarsi in armonia con l'ambiente.
Ho letto sulla propaganda elettorale di impegni "per la politica per il mare perché questa  risorsa sia gestita da capresi e non lasciata all'arrembaggio",  noi, senza nessun appoggio dalle amministrazioni locali,  siamo già  impegnati in questa campagna di sensibilizzazione contro l'inquinamento, l'ormeggio selvaggio e per  la conservazione della biodiversità marina come avviene da anni con le nostre manifestazioni de  "il Mare per Amico". Nel corso di una conferenza a livello nazionale sulla biodiversità ambientale e marina, noi dell'associazione abbiamo fatto il punto sulla mancata realizzazione del parco marino di Capri che da oltre trenta anni per oscuri motivi resta al palo e questa estate realizzeremo una indagine conoscitiva in merito alla realizzazione di una "OASI  BLU" in due punti dell'isola di Capri.
Ho letto in una propaganda elettorale che "proporremo iniziative per impedire la chiusura di sentieri e metteremo l'impegno per combattere il degrado" a tal proposito posso affermare che noi abbiamo già presentato un progetto per intervenire sull'Arco Naturale del quale da anni si fa presente inutilmente all'amministrazione il pericolo che corre per la presenza di arbusti che ne compromettono la stabilità; in occasione della sua realizzazione verranno verificati i tracciati dei sentieri nell'area dell'arco.
Che dire poi di un'altra proposta auspicata da un candidato in merito alla creazione dei "Capri Angels" ossia di un corpo di giovani volontari che nel periodo estivo dovrebbero vigilare sul territorio, far rispettare le ordinanze sindacali ecc., e che andrebbero  retribuiti (ma non erano volontari?);  voglio far presente che all'associazione da me presieduta è stato già approvato un programma di vigilanza ambientale che prevede l'utilizzo di 10 volontari per tutto l'anno in operazioni di controllo del territorio, delle aree naturali e delle acque. Siamo particolarmente orgogliosi di tale risultato in quanto solo 14 progetti in tutta la provincia di Napoli sono stati ritenuti validi e meritevoli di finanziamento.
Altri nostri progetti sono stati già avviati e tutti quanti, sia quelli realizzati che quelli in corso di realizzazione oppure in corso di definizione, sono a costo zero per la comunità cittadina.
Questo è il mio impegno. Il futuro? lo decideremo insieme, come ho sempre fatto.

 

(da Spazio Capri supplemento al n.151 del 28 maggio 2009)

 

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Copyright © Pro Natura. Tutti i diritti riservati. Ultimo aggiornamento: Domenica 16 ottobre 2011.