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Pro Natura Isola di Capri |
associazione naturalistica ambientalista e culturale |
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Pro Natura informa 2009
3 ottobre 2009 di Luigi Farella
Dopo gli incresciosi episodi di inquinamento marino verificatisi in piena stagione balneare tutti hanno cominciato a parlare della necessità di una maggiore prevenzione ambientale per il mare ed in tanti stanno sottolineando la necessità della istituzione del parco marino dell'isola di Capri. Noi di Pro Natura isola di Capri, sempre attenti al problema ambientale non solo marino ma generale, abbiamo da tempo cercato il modo di affrontare la questione. Come direbbe il grande Totò, l'episodio di questa estate è "una quisquilia, una pinzillacchera" rispetto a quello che avviene tutti i giorni lungo le coste di Capri ed è proprio questa quotidianità, alla quale lentamente ci si abitua fino a far sembrare normale anche la presenza di circa duecento barche ancorate nella baia di Marina Piccola, che occorre contrastare con una azione mirata ed efficace. Noi di Pro Natura cerchiamo di ascoltare e condividere le preoccupazioni di quanti stanno a diretto contatto col mare, cerchiamo di dare voce a coloro che, sulla superficie o nelle sue profondità, cercano tranquillità, armonia, bellezza o soltanto un modo meraviglioso per stare in pace con se stessi.
Maggiori dettagli sulla nostra richiesta li troverete sul nostro sito www.pronaturacapri.it ; saremo felici di ricevere un vostro parere, qualunque sia, anche per conoscere il grado di sensibilità ambientale raggiunto.
3 ottobre 2009
La questione energetica di luigi Farella Dopo la pubblicazione della nostra relazione sulla questione energetica dell'isola di Capri, molte persone si sono collegate al nostro sito per avere maggiori informazioni, ci hanno scritto per farci i loro complimenti per la chiarezza dell'esposizione o per darci delle "dritte", come si suol dire, sulle varie possibili soluzioni. Anche l'amministrazione comunale, per dichiarazione del sindaco, conferma che a Capri il vero problema ambientale è l'energia, ma, come può facilmente osservare chi ci ha letto con attenzione, secondo il nostro punto di vista le valutazioni dell'amministrazione non sono sufficientemente approfondite e con l'arrivo del cavidotto non si risolve il problema ambientale, che anzi potrebbe peggiorare. Inoltre l'amministrazione non da risposta ad una domanda fondamentale: durante i lunghi anni necessari alla realizzazione del cavidotto "soluzione di tutti i mali", come si potrà garantire alle attività capresi l'energia necessaria al loro sviluppo? Come si potrà accettare inevitabili anni di black out sempre più gravi e frequenti, magari buone occasioni per dare addosso alla Sippic come se fosse l'unica responsabile? Una risposta è possibile con l'immediata adozione di energie alternative come il fotovoltaico, l'eolico oppure il termico solare. Una risposta è possibile con l'acquisto da parte della Sippic dell'energia elettrica prodotta dai privati (il "conto energia") . Una risposta è possibile diversificando le fonti di approvvigionamento energetico, ad esempio con la metanizzazione dell'isola in particolare per le grandi utenze, con un collegamento alla terra ferma che sarebbe assai meno oneroso e complesso di quello elettrico, e con assai minori ricadute ambientali. Tra le e-mail ricevute vogliamo citarne due: una che ci ha informato che in Germania sono stati approvati 40 installazioni in mare per un totale di 2500 turbine capaci di una produzione di energia elettrica sufficiente a 12 milioni di famiglie e lo scrivente si chiedeva se era possibile, in proporzione, farlo anche a Capri. L'altra e-mail ci ha informato che lo scrivente aveva girato il nostro articolo ad una società specializzata nella produzione di impianti termici solari, staremo a vedere cosa ci potrà proporre di particolarmente adatto a Capri.
3 ottobre 2009
l’incontro col consigliere Roberto Russo
Dopo la nostra lettera aperta al consigliere delegato e dopo uno scambio di e-mail abbiamo avuto un lungo ed interessante incontro col consigliere Roberto Russo durante il quale si è parlato della questione degli ispettori ambientali e di molto altro (a tal proposito vorrei precisare, per chi non ha ben compreso, che i volontari della Federazione Nazionale Pro Natura svolgono da anni su tutto il territorio del paese l'attività di vigilanza ambientale, ittica e venatoria; tutt'altra cosa rispetto alle cosiddette "ronde cittadine" per le quali, ove pure ce ne fosse stato bisogno, la Federazione ha dato precise indicazioni di non consentire il coinvolgimento dei propri aderenti). (da Spazio Capri n.155 del 3 ottobre 2009)
5 settembre 2009
NON E' TEMPO DI POLEMICHE, E' NECESSARIO PROVVEDERE CON DECISIONE E CORAGGIO
di Luigi Farella
Credo che non esista immagine più bella al mondo di una madre premurosa che poggia la propria guancia sulla fronte del figlioletto dormiente per avere la conferma che la temperatura, indice di una febbre persistente, si è abbassata e che ora il suo amore dorme tranquillo e con un respiro regolare. Ella ora è felice e serena può pensare al futuro della sua famiglia e del suo "bene più prezioso". Certo ora il peggio è passato, la febbre persistente non prometteva nulla di buono, ella si interrogava se per caso fosse stata qualche sua negligenza a causare lo stato febbricitante, pensava a cosa avesse potuto far male alla sua creatura, ma poi si rassicurava sapendo che la cura adottata aveva dato i suoi frutti e quindi poteva affrontare con tranquillità il futuro. Questa immagine è quella che vorrei trasferire nella vicenda degli inquinamenti che hanno caratterizzato questo scorcio di stagione, penso alla madre che non ha fatto polemiche pensando a chi o a cosa avrebbe potuto causare la febbre del suo figlioletto, ma invece si è interrogata per sapere se il suo comportamento è stato corretto nel periodo che ha preceduto l'insorgere della febbre, penso alla madre che ora é serena perche la cura messa in atto per debellare la malattia sta dando i suoi frutti, leggo infine la gioia per il futuro. Se vogliamo assumere quell'aria rassicurante della madre, dobbiamo interrogarci, amministratori in testa, su che cosa abbiamo messo in atto per evitare che episodi spiacevoli come questi accadano, se per caso non siano stati atteggiamenti sbagliati e di scarsa sensibilità verso la natura che hanno provocato la causa dell'insorgere della malattia. La mancanza di scelte coraggiose, come la costituzione del parco marino e del parco terrestre, lo scarso controllo del territorio con l'abbandono al degrado di ampie zone non sfruttabili, un inefficace controllo sulle corrette procedure di smaltimento, la cecità nell'adozione di forme di eco compatibilità in campo energetico, il mancato rispetto delle norme che la convivenza civile ha plasmato nei confronti del territorio, sono tutti elementi finora sottovalutati dall'uomo e dalle amministrazioni; ma è la mancanza di conoscenza del proprio territorio, della propria storia, delle proprie tradizioni che crea il maggior distacco e fa scemare l'amore tra la natura e l'uomo. L'uomo che non sa o finge di non sapere che le risorse naturali non sono infinite e che un atteggiamento di rapina nei confronti della natura prima o dopo si ripercuote sull'uomo stesso. E necessario pertanto, se vogliamo assumere la pacatezza del viso della donna e della madre, essere consapevoli che la cura che ora andiamo ad intraprendere sia efficace, una svolta rispetto agli atteggiamenti del passato, e di rapida applicabilità. Ma soprattutto è necessario che il medico (leggi amministratori comunali) cui abbiamo demandato la cura della nostra salute, non usi medicine placebo o pannicelli caldi.
5 settembre 2009
L’ENERGIA ELETTRICA A CAPRI
Il recente black-out ha fatto riesplodere il problema della centrale elettrica (e del cavidotto), un problema che trova le sue origini già negli anni ottanta e che i maggiori interessati (società elettrica, amministrazione cittadina e operatori economici) non hanno mai cercato di portare a concreta soluzione. La società elettrica non ha effettuato una seria politica di riqualificazione e riconversione delle strutture produttive, le amministrazioni non hanno mai avuto una seria politica di stimolo e di controllo a seguito delle istanze che provenivano dalla popolazione, e l’altro soggetto responsabile, ossia gli alberghi ed i negozi, non hanno fatto pesare la propria condizione di grandi consumatori di energia. Si sono limitati ad aver richiesto energia sempre maggiore per il loro sviluppo, senza preoccuparsi delle implicazioni ambientali e dei pericoli connessi. Il problema energetico è diventato un caso che non ammette più proroghe o tentennamenti: la centrale elettrica non sarà in grado di garantire la maggiore richiesta di fornitura elettrica per i prossimi anni durante la realizzazione del cavidotto (e senza considerare il problema della distribuzione interna dell’energia arrivata via cavo). E necessario che i cittadini, le istituzioni, i soggetti economici da una parte e la società elettrica dall'altra pongano in discussione il loro futuro, il mantenimento dello status raggiunto oppure la regressione per mancanza di energia. E necessario che i cittadini, ed ancor più i grandi operatori economici, siano agevolati dalle amministrazioni per la installazione di impianti fotovoltaici o termici solari, necessari per far fronte alla maggiore richiesta energetica che consenta il nostro sviluppo sociale ed economico, ed è necessario che la società elettrica ponga in essere tutto quanto occorre alla semplificazione del conto energia previsto per legge.
LE GUARDIE AMBIENTALI
egr. sig. Roberto Russo
Caro Roberto, scusami se uso un tono confidenziale memore del nostro comune passato nell'associazione commercianti di Capri; la ragione che mi spinge a scriverti è la lettura di quell'avviso di ricerca di personale volontario da utilizzare come ispettori ambientali per la salvaguardia dell'ambiente e la cura del territorio. Le motivazioni che Ti hanno indotto ad intraprendere tale lodevole iniziativa, sono le stesse che hanno indotto noi dell'associazione Pro Natura a costituirci e poi a portare avanti le nostre iniziative tendenti proprio alla salvaguardia dell'ambiente ed alla tutela del territorio della nostra cara isola. E per questi fini ci siamo rapidamente organizzati. La Regione Campania ha regolamentato le attività di volontariato con la legge n. 9 del 8 febbraio 1993 e la successiva n. 18 del 7 agosto del 1996. Come prescritto, abbiamo ottenuto, con Decreto della Giunta Regionale (n. 95 del 1 ottobre 2008) e rispondendo al rigido elenco di requisiti necessari, la iscrizione al Registro Regionale del Volontariato (associazioni senza fini di lucro - ONLUS) Per quanto riguarda poi lo specifico settore della vigilanza ambientale volontaria, istituita dalla Legge Regionale n. 14 del 28 febbraio 2005 e la cui organizzazione viene demandata alle province, abbiamo presentato nel 2008 un progetto triennale per il servizio di vigilanza terrestre e marina sull'Isola di Capri mediante l'utilizzo di n. 10 GAV (Guardie Ambientali Volontarie), che con nostra grande soddisfazione è stato fra i pochi approvati dalla Provincia fra le centinaia di proposte presentate. Spero di non averti annoiato troppo con la mia illustrazione, che vuole in sostanza informarti che noi siamo qualificati a stabilire rapporti di collaborazione con gli enti pubblici, e che riteniamo utile mettere a Tua disposizione la nostra collaborazione e la nostra certificazione di associazione ambientalista e culturale a carattere volontario riconosciuta a livello regionale e federata di Pro Natura, federazione riconosciuta a livello nazionale. Rivolgendosi alla nostra associazione il Comune eviterebbe la problematica, ampia e di difficile interpretazione, sull'utilizzo di personale volontario da parte delle pubbliche amministrazioni. Mi complimento ancora per la Tua iniziativa e Ti auguro un buon lavoro come nostro amministratore. il Presidente
P.S. Faremo pubblicare a nostra cura questa lettera sulla stampa locale, innanzitutto per rendere pubblica la nostra approvazione ed il nostro sostegno alla tua attività amministrativa, e poi per informare anche i cittadini sulle caratteristiche di volontariato ambientale e culturale della nostra associazione.
(da Spazio Capri n.154 del 5 settembre 2009)
4 luglio 2009
Tutti al mare
di Luigi Farella
E' arrivata l'estate, le scuole sono finite, la voglia di mare è tanta e tantissima è la gente che approfitta della stagione per tuffarsi nella acque "cristalline" di qualche caletta sperduta nel mediterraneo. Affrontiamo qualche ora di viaggio in aereo oppure disagi indicibili in macchina per raggiungere un posto, anche lungo le coste italiane, ma lontano da casa nostra. Vi siete mai domandati la ragione per la quale facciamo questa scelta e non prediligiamo le acque di casa nostra che la natura tanto generosamente ci ha messo a disposizione? Io ho provato a darmi una risposta, che è legata a quanto giornalmente vediamo accadere sulle nostre spiagge o lungo le nostre coste. Noi capresi ci stiamo rendendo conto che ci stanno spogliando di un nostro bene, le nostre acque, le nostre spiagge e le nostre coste, nostre non nel senso di possesso privato ma come bene affidatoci da madre natura che dovevamo custodire per i nostri figli, un "nostro bene" che per le ragioni più varie, distolti da altri interessi abbiamo poco valorizzato e che lentamente ci stanno portando via. In un viaggio in una delle località gettonate del mar Rosso, durante una escursione sulla barriera corallina la guida ci invitò a vedere ma a non toccare, ci diffidò dal recuperare anche un sol pezzo di corallo o di altro organismo marino come stelle marine o altro. Il risultato di una tale politica ambientale è che pur aumentando il numero dei visitatori che si avvicinano a quel mare, esso è sempre disponibile ad accoglierli, a mostrarsi nella sua veste migliore e a rilasciare quelle sensazioni che ormai non sempre riusciamo più a trovare nelle nostre acque. Sensazioni che sono vanificate dall'eccessivo numero di imbarcazioni sotto costa e nelle calette, le cui ancore arano i fondali peggio di un campo di patate, un'aratura che è la causa per cui nessun pesciolino, anche se misero riesce a trovare un anfratto e una prato d'alghe dove nascondersi dai predatori; per non narrare poi delle sensazioni nel vedere in trasparenza sul mare "di tutto e di più". Noi di Pro Natura Isola di Capri, come già accennato in passato, chiediamo che il parco venga realizzato, vogliamo continuare a parlare nelle varie sedi istituzionali della necessità della sua realizzazione, e chiediamo anche che "VOI" siate al nostro fianco. Vogliamo il conforto ed il parere dei cittadini capresi ed ancor più il parere delle varie attività legate al mare ed al turismo, per costruire una base solida da cui decollare. Quindi tenetevi pronti a rispondere ai quesiti che di volta in volta ti porremo nei modi e nei posti più diversi. La prime domande sono:
(da Spazio Capri n.153 del 4 luglio 2009) 3 giugno 2009
LUCE SUL CAVIDOTTO
Gli studi fatti dall'ENEA nella Regione Campania hanno evidenziato, tra l'altro: Il progetto del cavidotto è nato quindi allo scopo di alimentare in sicurezza le isole di Ischia e Procida che, a differenza di Capri, non hanno produzione autonoma. La realizzazione del cavidotto non provocherà la eliminazione dell'attuale centrale Sippic, cosa di cui non si trova menzione in nessun atto ufficiale; anzi dalle dichiarazioni dell'assessore regionale alle attività produttive che parla di "riqualificazione", dalla lettura degli atti della regione Campania e degli atti della società Terna, che parla di necessità di "confrontarsi col produttore locale", sorge la ragionevole previsione che la centrale di Marina Grande continuerà a produrre. Con la possibilità, data dalla presenza del cavo, di vendere energia anche a Ischia e Procida. La realizzazione del cavidotto comporta notevoli problemi di carattere ambientale, dovuti all'elevato inquinamento elettromagnetico. La scelta del luogo di arrivo e partenza dei cavi è perciò molto delicata. Non vogliamo pensare che ciò possa avvenire sotto la spiaggia libera di Marina Grande, luogo dei bambini e delle famiglie capresi. Potremmo essere rassicurati se si sapesse cosa è andato ad accettare e a sottoscrivere a Roma il nostro sindaco. Noi dell'associazione saremo pronti a collaborare per trovare soluzioni che siano rispettose delle necessità dell'economia caprese e del suo sviluppo, e che nel contempo rispettino i criteri di salvaguardia dell'ambiente e della salute della popolazione. (da Spazio Capri n.152 del 3 giugno 2009)
28 maggio 2009
Il mio impegno per la Natura
di Luigi Farella
In campagna elettorale è concessa qualche piccola invenzione o bugia per poter portare a casa qualche voto in più e molti elettori sanno già che almeno un 50% di quanto detto non viene attuato e buona parte dell'altro 50% si perderà per la strada. Io personalmente non la penso così, io credo che in campagna elettorale invece di dire farò questo, farò quello, si dovrebbe dire: ho fatto questo, ho messo le basi per risolvere il tale problema per il quale è necessario unire più energie, quindi eccomi pronto a collaborare anche con te.
(da Spazio Capri supplemento al n.151 del 28 maggio 2009)
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