Pro Natura

Isola di Capri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

associazione naturalistica ambientalista e culturale   

 

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BREVE  RELAZIONE  ILLUSTRATIVA  DELLE  CONDIZIONI IN  CUI  VERSA

LA  SPIAGGIA  DI MARINA  GRANDE  DI  CAPRI

 

La spiaggia di Marina Grande è ubicata sul versante nord dell’isola di Capri, inizia subito a ridosso  del porto commerciale e si estende fino allo sperone di punta Vivara; essa, assieme all’altra spiaggia di Marina Piccola, di dimensioni più modeste e ubicata sul versante sud dell’isola, è facilmente raggiungibile sia dalla popolazione residente che dai turisti che frequentano Capri; le poche altre spiagge, di assai più piccola dimensione, sono meno accessibili o sono date in concessione demaniale. La spiaggia di Marina Grande, appartenente al comune di Capri, è utilizzata anche dagli abitanti del comune di Anacapri, che ha le coste a picco sul mare e non possiede spiagge.  Per tali ragioni le famiglie dell’isola, in particolare le mamme con bambini al seguito, frequentano quasi esclusivamente Marina Grande.

 

Da vecchie documentazioni fotografiche, allegate alla presente relazione, e dal raffronto con foto attuali, si rileva che nel passato la spiaggia era molto più ampia; per comprendere l’entità dell’erosione avvenuta basta fare quattro chiacchiere con gli abitanti della Marina che negli ultimi decenni hanno visto “de visu” le modificazione che ha subito l’arenile. Gli abitanti più anziani ed i vecchi costruttori capresi ricordano che la spiaggia per il passato è sempre stata  oggetto di una sorta di “ripascimento” in quanto nei periodi invernali veniva utilizzata come luogo di discarica dei materiali edilizi;  le mareggiate invernali provvedevano a smussare ed arrotondare i materiali lapidei, i mattoni e le mattonelle di ceramica e nella stagione successiva si poteva tranquillamente e nuovamente usufruire della  spiaggia, che ospitava a quei tempi anche le colonie marine capresi.

Tale apporto continuo di materiale bilanciava il deficit di quello che, per effetto delle correnti marine o per effetto di aratura del fondo, il mare prima asportava dal bagnasciuga e poi riportava sull’arenile in quel continuo movimento che è detto di “respiro della spiaggia”.

 

Tale ciclo naturalmente virtuoso si è interrotto, oltre che per effetto del divieto di discarica di materiale edilizio in mare, soprattutto a causa di opere marittime effettuate negli ultimi decenni, oltre che a causa del cosiddetto “ormeggio selvaggio” effettuato durante l’estate nella rada antistante.

 

Le opere di carattere marittimo cui sono imputabili tali modificazioni sono:

 

·       la scogliera posta a protezione del terrapieno, su sovrastante costone roccioso, su cui sorge l’ex albergo “Palatium” (lato di ponente della spiaggia). Quando fu costruita essa era situata completamente in mare e raggiungibile solo a nuoto; ora, invece, per effetto del trasporto da parte delle correnti marine e delle mareggiate del materiale lapideo proveniente dal lato est, risulta addossata alla spiaggia ed è raggiungibile a piedi. La scogliera protegge il costone roccioso dalle mareggiate provenienti dal IV quadrante (quelle di maggiore intensità), ma nel contempo impedisce il ritorno verso est dei materiale lapidei accantonati dai marosi provenienti dal I quadrante, che restano quindi in zona o si disperdono sottocosta oltre la scogliera stessa.

·       Le strutture in cemento del piazzale di arrivo dell’hovercraft che negli anni settanta, prima degli aliscafi e dei monocarena attuali, collegava velocemente Capri alla terraferma. Parti di tali strutture demolite sono ancora visibili nel lato est della spiaggia ed in parte immerse nel bagnasciuga. Tale presenza ostacola la libera movimentazione del materiale lapideo che costituisce l’arenile.

·       Le strutture realizzate negli anni novanta, sempre nel lato est della spiaggia, per l’impianto di dissalazione;  le opere di presa e di scarico a mare impediscono il libero movimento dell’arenile con la conseguenza che mentre il materiale lapideo di piccola pezzatura riesce in qualche modo a procedere lungo il bagnasciuga  andandosi a depositare a ridosso della scogliera, il materiale di grossa pezzatura, a causa di questi ostacoli resta in sito e costituisce quello attualmente presente in maniera preponderante.

 

Nel novero delle opere che hanno avuto influenza negativa sulla conservazione della spiaggia si potrebbe inserire anche il muro di sottoscarpa a contenimento della soprastante strada provinciale; dalla documentazione fotografica si rileva che in origine la stessa scarpata stradale forniva  una parte del materiale che serviva ad alimentare la spiaggia stessa. Il muro di sottoscarpa, realizzato proprio per contenere l’erosione e quindi la messa in pericolo della soprastante strada, ora a causa del restringimento della spiaggia e della conseguente esposizione alla risacca potrebbe essere oggetto di un cedimento, con ripercussioni sulla soprastante strada provinciale.

 

Un altro grosso detrattore della conservazione della spiaggia è costituito dal gran numero di imbarcazioni di ogni stazza che si ormeggiano nella rada antistante sempre più vicine alla costa. Il continuo arare delle ancore provoca la rottura della matta a base della prateria di poseidonia presente. Attraverso la rottura di tale substrato fuoriesce e si disperde al largo il materiale di piccole dimensioni, che una volta oltrepassata la barriera rappresentata della vegetazione di poseidonia  non può più a fare ritorno sulla battigia.

 

Conseguenza di tali  fenomeni erosivi è il progressivo restringimento della spiaggia e la sempre maggiore presenza di materiale di grossa pezzatura che rende ormai difficoltoso anche il semplice passeggiare. Tutto ciò certamente non depone a favore di una isola che è vanto del turismo italiano;  mentre è impensabile la rimozione della scogliera antistante il costone roccioso dell’ex Albergo Palatium, è forse opportuno procedere alla rimozione delle ulteriori porzioni di quelle che furono le opere marittime eseguite negli anni settanta e novanta.

 

L’intero sistema del bagnasciuga, con la sua parte immersa e con la sua parte emergente, costituisce un organismo vivente che necessita periodicamente di opportune cure di ringiovanimento  specialmente in conseguenza degli interventi  effettuati dall’uomo nel tempo.

 

Le opere necessarie a contrastare tale fenomeno di erosione possono essere molteplici, noi sottoponiamo alla Presidenza della Provincia ed ai suoi  tecnici l’individuazione del miglior sistema per  rallentare e frenare il fenomeno erosivo.

 

A corredo di questa breve relazione si allega una documentazione fotografica.

 

Capri, 25 luglio 2008

 

Pro Natura Isola di  Capri

Il Presidente

Luigi Farella

 

 

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